Ciclo attivo e passivo con Mago.net

 di Sonia Zarino

Ciclo attivo e passivo rappresentano i processi chiave del ciclo amministrativo e sono i due parametri che misurano la creazione del valore della funzione amministrativa.

 

Il ciclo attivo
E’ il settore d’impresa cui sono in genere rivolte le maggiori attenzioni da parte del management. Il monitoraggio continuo e tempestivo delle performance aziendali e' un 'must' per tutte le imprese. Tra le analisi che caratterizzano il monitoraggio aziendale del ciclo attivo ricordiamo, a titolo d’esempio, l’analisi sull’ordinato e sullo spedito (analisi dei tempi di gestione e di evasione degli ordini, analisi delle spedizioni), l’analisi sul venduto (confronti nei periodi sul fatturato, analisi venduto vs dati previsionali, analisi ABC), l’analisi sui pagamenti, l’analisi sui listini, sui resi, ecc.

Il ciclo passivo
L’analisi del ciclo passivo permette di monitorare gli acquisti in funzione dei parametri che caratterizzano il ciclo stesso: materiale, fornitori, pagamenti, ecc. La presenza di informazioni relative alle date di consegna permette di analizzare il livello di servizio offerto dal fornitore su basi e dati oggettivi. Tra le analisi che caratterizzano il monitoraggio aziendale del ciclo passivo ricordiamo, a titolo d’esempio, l’analisi degli acquisti (a quantità e a valore, in funzione dei tempi e delle condizioni di pagamento), l’analisi del livello di servizio (rispetto dei tempi di consegna, statistiche sui difetti del materiale, ecc.), l’analisi sui listini applicati dai fornitori.

Come si vede, sono davvero molti i parametri che occorre monitorare per tenere sotto controllo in modo efficace le performance della propria azienda, ed è per questo che diventa necessario l’utilizzo di strumenti efficaci, semplici da utilizzare ma molto sofisticati nelle loro funzionalità.

In questo settore l’IT fornisce moltissime e variegate soluzioni, che sono efficaci quanto più riescono ad integrarsi con i cicli di tutta l’azienda e riescono ad interpretarne le tendenze grazie all’utilizzo dei giusti parametri di misura.

La fatturazione elettronica, un esempio di risparmio ed efficienza
L’uso di strumenti IT non serve però solo a monitorare con efficacia gli andamenti aziendali, ma può introdurre anche dei consistenti miglioramenti ed abbattimenti dei costi tipici dei cicli che stiamo esaminando.

Uno studio della BVA (un importante istituto di ricerche di mercato) risalente al 2002 fatto esaminando un campione di 1000 aziende francesi con una media di 70.000 fatture annue emesse ha appurato che il costo medio di una fattura cartacea è di 27 euro, 10 dei quali riferibili al fornitore e ricadenti quindi nel ciclo attivo, e 17 riferibili al cliente e riferibili quindi al ciclo passivo.
Un analogo studio della Arthur D.Little del 2001 giunge ad analoghe conclusioni, e quantifica in 23,3 euro il costo per ogni fattura cartacea (9,5 per il ciclo attivo e 13,8 per il ciclo passivo).

L’uso di fatture elettroniche riesce ad abbattere i costi di produzione e di gestione in modo molto significativo, con punte di oltre il 60% di risparmio, ed una minore incidenza di errori di processo.