di Sonia Zarino

Lungamente annunciata ma non ancora pienamente realizzata, la rivoluzione dovuta all’introduzione del telelevoro nei processi produttivi parrebbe oramai alle porte

Secondo una recente indagine promossa da Lexmark, e che ha coinvolto 500 impiegati in tutta Italia, le aspettative circa l’organizzazione del lavoro d’ufficio stanno evolvendo piuttosto rapidamente verso il telelavoro grazie all’uso sempre più massiccio e generalizzato delle nuove tecnologie che favoriscono la mobilità e la delocalizzazione delle funzioni aziendali.
Il 48% degli intervistati ritiene che entro il 2015 l’orario tradizionale dalle 9 alle 18 in ufficio verrà superato (almeno dove le funzioni lo consentono), grazie alla forte riduzione della necessità di essere reperibili fisicamente in uno stesso luogo.
Il 24% dichiara inoltre di produrre di più e meglio lavorando da casa.


Non sono da sottovalutare poi i problemi ed i costi (sociali ed individuali) legati alla mobilità casa-ufficio, e che troverebbero un alleato prezioso proprio nel telelavoro (che per questo potrebbe essere incentivato dalla mano pubblica). Senza contare che le ore risparmiate evitando code e traffico potrebbero trovare utilizzi molto più vantaggiosi per la produttività individuale o anche semplicemente per la propria vita privata.
La rapida diffusione di dispositivi quali webcam, sistemi di videoconferenza, instant-message, banda larga, ecc. hanno ridotto sensibilmente il problema della mancanza di contatto “fisico” tra colleghi e collaboratori, dato che oggi è usuale tenere meeting e partecipare a riunioni pur trovandosi in luoghi diversi, e lavorare insieme senza particolari difficoltà, abbattendo in modo consistente i costi relativi a viaggi e spostamenti.
In Europa, un terzo dei dipendenti pensa che nel breve-medio periodo l’ufficio tradizionale sarà sostituito dall’ufficio “mobile”. Questa aspettativa, del resto, è assecondata dall’industria IT che a ritmo serrato sforna prodotti hardware e software pensati per questo utilizzo.
Microarea, dal canto suo, da tempo ha colto questa tendenza in atto, promuovendo lo sviluppo di moduli che si prestano ad un utilizzo del gestionale in contesti anche diversi dal tradizionale ufficio.


Grazie alla nuova architettura di Mago.net, l’utente può entrare nel sistema indipendentemente dalla “porta” prescelta, in quanto esso viene riconosciuto unicamente in base al proprio profilo, che contiene tutte le credenziali di accessibilità necessarie. Può così lavorare a casa, presso i clienti o in qualunque luogo desideri nello stesso modo e con gli stessi livelli di accesso ai dati così come opererebbe in ufficio, usando magari una webcam per videoconversare con i colleghi.
Tramite EasyLook può lanciare e stampare report via Internet, e grazie a Mail Connector li può spedire per posta elettronica. Con Magic Documents può operare in remoto inserendo ed estraendo dati usando le proprie interfacce personalizzate, inoltre XGate si occupa di trasferire informazioni da una postazione ad un’altra tramite l’utilizzo dei web services…
Spostare idee invece che cose o persone: sarà il nuovo slogan per l’organizzazione del lavoro d’ufficio nel prossimo futuro?