La fattura elettronica verrà resa obbligatoria, anche se probabilmente solo per alcuni soggetti economici che operano in determinati settori d’attività, in quanto strumento anti-evasione dell’imposta sul valore aggiunto (IVA).
La fattura elettronica è giudicato uno strumento idoneo per combattere l’evasione fiscale, grazie alla sua immodificabilità dovuta alla firma digitale apposta dall’emittente, che possiede per la sua stessa natura una data di emissione certa.
Anche il processo di conservazione nel tempo dei documenti a rilevanza fiscale emessi dà una ulteriore garanzia di certezza e di non modificabilità dei dati, poichè prevede l’apposizione, ogni 15 giorni, della marca temporale sulle fatture emesse e conservate.
Del resto, l’utilizzo della fattura elettronica, e della documentazione elettronica in genere, non può che portare moltissimi vantaggi alle aziende, in termini di risparmio di tempi di gestione, di supporti cartacei, di spese di stampa e spedizione, ecc.
Si pensi solo che il costo per il totale trattamento (dalla produzione alla distruzione) di una fattura cartacea per le imprese europee è stimato tra i 10 e i 50 euro. Per lo studio Arthur D. Little, del 2001, il costo si aggira sui 23 euro, mentre per lo studio BVA del 2002, il costo è di circa 27 euro. Tale costo è tra l’altro maggiormente gravante sul ricevente-cliente (2/3) rispetto all’emittente-fornitore (1/3).
Anche la l’Unione Europea ha emanato una serie di normative che incoraggiano la smaterializzazione dei documenti, riconoscendo l’indubbio valore per l’economia di una gestione elettronica di questa massa di dati. Particolare importanza viene dato come è logico ai problemi di gestione della sicurezza dei dati, tuttavia i sistemi più avanzati di protezione fanno sperare in un prossimo utilizzo massiccio del documento elettronico.
Ricordiamo per finire come anche in Italia non solo la PA si interessi sempre più alla fatturazione e al documento elettronico in genere: recentemente è stato costituito il consorzio Mercury con l'obiettivo di automatizzare e razionalizzare l'interscambio documentale nel segmento della PMI. Del consorzio fanno parte alcuni dei principali produttori italiani di sistemi informativi aziendali, tra cui Microarea. Il progetto si propone di realizzare nell'inter-business (B2B) l'equivalente di quanto si è compiuto nell'inter-bancario, abilitando piattaforme informative eterogenee all'interscambio di documenti come Offerte, Ordini, Fatture, ecc..
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