Con un comunicato stampa del 20 marzo scorso, l’Associazione Bancaria Italiana ha comunicato la proroga al 30 giugno 2013 delle cosiddette “Nuove misure per il credito alle PMI”.

a cura dell'Ufficio Marketing

Slitta di oltre tre mesi il termine di validità del pacchetto di iniziative attuate per dare sostegno alle  imprese in difficoltà, promosso e messo a punto dal Ministero dell'economia e delle finanze e dal Ministero dello sviluppo economico, di concerto con l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) e tutte le Associazioni rappresentative del mondo imprenditoriale.

Secondo la stessa ABI il provvedimento, già varato nel 2012, ha l'obiettivo di “assicurare la disponibilità di adeguate risorse finanziarie per le imprese che, pur registrando tensioni, presentano comunque prospettive economiche positive” e viene applicato secondo tre tipologie di azioni a favore delle PMI operanti in tutti i settori, purché "in bonis" al momento della presentazione della domanda. Il pacchetto di misure prevede infatti la possibilità per le banche di sospendere mutui e leasing, di allungare la durata di prestiti, anticipazioni bancarie e scadenze del credito agrario, nonché di concedere finanziamenti connessi ad aumenti di mezzi propri delle PMI.

Per quanto riguarda la sospensione della restituzione dei finanziamenti, si tratta di operazioni che prevedono la sospensione per 12 mesi della quota capitale delle rate di mutuo e quella per 12 o 6 mesi della quota capitale prevista nei canoni di leasing “immobiliare” e “mobiliare”, a patto che le rate non siano scadute da oltre 90 giorni e che i mutui e i leasing in questione non abbiano già usufruito della sospensione prevista dall’Avviso comune del 3 agosto 2009.

È prevista inoltre la possibilità di allungare la durata dei mutui. Le scadenze del credito a breve termine, relativamente all’anticipazione di crediti certi ed esigibili, possono essere infatti  posticipate fino a 270 giorni per esigenze di cassa, mentre le scadenze del credito agrario di conduzione prevedono una dilazione fino a un massimo di 120 giorni. Sono ammessi al prolungamento dei termini anche i mutui sospesi al termine del periodo di interruzione; è però bene ricordare che si può richiedere proroga solo per i mutui che non abbiano già beneficiato di analoga facilitazione (come da Accordo per il credito alle PMI del 16 febbraio 2011).

Le operazioni per promuovere la ripresa e lo sviluppo delle attività sono invece connesse ad aumenti dei mezzi propri realizzati dall’impresa. Anche alla luce delle agevolazioni fiscali previste dal D.L. 6 dicembre 2011 n. 201, per le imprese che avviano processi di rafforzamento patrimoniale, le banche si impegnano a concedere un finanziamento proporzionale all'aumento dei mezzi propri realizzati dall’impresa.

Questa importante proroga è stata stabilita a fronte della congiuntura economica ancora complessa per il Paese e in vista del varo di nuove iniziative a sostegno delle PMI: banche e imprese sono al lavoro per definire un nuovo accordo, compatibile con l’evoluzione della situazione e delle condizioni operative degli istituti di credito.  In particolare, potranno essere inseriti nel nuovo accordo alcuni temi  rilevanti per lo sviluppo del Paese, come l’attenuazione degli impatti di Basilea 3, il potenziamento dell’operatività del Fondo di  Garanzia per le PMI e lo sviluppo delle reti d’impresa. Il Governo a sua volta si è mosso in questi giorni varando il D.L. che dà immediatamente il via ai pagamenti arretrati alle imprese da parte della Pubblica Amministrazione: sono stati sbloccati 40 miliardi di euro, utili per il pagamento dei debiti della P.A. tra 2013 e 2014. In parallelo, il percorso delineato dal Governo stabilisce il meccanismo di compensazione, con cui le imprese potranno iniziare a pareggiare i debiti verso il fisco attraverso i crediti della P.A.

La necessità di usufruire di queste di agevolazioni può dipendere da un’oggettiva difficoltà nel riscuotere i crediti e far fronte ai pagamenti: le attuali circostanze economiche in cui versa il Paese fanno sì che numerose aziende si trovino ad affrontare complicati piani di rientro del credito concesso ai propri clienti, con impatto negativo sulla propria solvibilità in merito a mutui e leasing. Oltre alla possibilità di beneficiare dell’appoggio garantito dalle misure per il credito, le PMI hanno oggi la necessità di correre meno rischi, gestendo puntualmente il fido concesso ai clienti. 

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